Il progetto
Ubiquitous Anthropology parte dagli studi del prof. Massimo Canevacci sulla Popolazione Bororo, ubicata nella regione del mato Grosso, e in particolare del loro rituale funebre, durente il quale il corpo della persona defunta viene riesumato dopo diverse settimane per essere sottoposto trattamento e trasformazione.
Il complesso rituale, attraverso Ubiquitous Anthropology, viene analizzato esplorando nuove forme di rappresentazione della ricerca sul campo, avvalendosi di tecnologia innovativa: media location-based, storie a finale aperto, e dinamiche narrative emergenti.
Le narrative degli antropologi solitamente confinate in una dimensione soggettiva e letteraria, attraverso Ubiquitus Anthropology, presentano una pluralità di punti di vista e il coinvolgimento visuale, uditivo e cinestetico caratteristico della ricerca sul campo.
Strengths
Ubiquitous Anthropology esplora il potenziale di nuovi formati editoriali che implicano pratiche cross-mediali e geolocalizzate e, quindi, la possibilità di e pubblicare composizioni tra media di varia natura, connesse a coordinate geografiche specifiche.
- Dissolvimento della forma libro
- Articolazione di brani mediali, realizzati da una pluralità di soggetti, anche in condizioni temporali diverse
- Distribuzione di brani della ricerca, geolocalizzati e liberamente scaricabili.
Technical
Location based application per iPhone, Symbian, Android e web
Conferences & Papers
>> 11/09 Next Step Tools and Practices for Design. World Design Congress;
>> 11/09 Ethnographic Distributed Storytelling. The Planetary Collegium’s Xth International Research Conference;
>> 09/09 Saperi P2P. Proceedings of DULP – Tor Vergata University;
>> 07/09 Ubiquitous Publishing, Frontiers of Interaction V.
Approfondimenti
Massimo Canevacci: “La Linea di polvere“,Meltemi, 2007 (Roma)
Related Project
NeoRealismo Virtuale (NeRVi)

Ubiquitous Bororo Location Based Anthropology

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