Daniele Alessandra [5]

Tra tutte,
questa è la più facile. Il cosiddetto “equo compenso” è tutto tranne
che equo. Pago un “equo compenso” ogni volta che acquisto un supporto
vuoto, perché la SIAE ha stabilito che io ruberò dei contenuti e li memorizzerò
su tale supporto. Pago un “equo compenso” quando acquisto un
masterizzatore, un videoregistratore, una videocamera. Pago un “equo
compenso” anche sull’acquisto di un PC privo di materizzatore!

Mi sembra
ingiusto chiamare equa una somma che sono obbligato a pagare senza che ci sia
una reale necessità e chiamarla tassa se non ricevo alcun servizio in cambio.
Se non è una tassa, e non è equa… è un’altra cosa.

(http://www.danielealessandra.com/2011/07/siae-dieci-domande-imbarazzant/)

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