Daniele Alessandra [2]

Queste sembrano due domande, in realtà si tratta di una provocazione gratuita e di una
domanda fuorviante, provo a replicare ad entrambe.

  1. L’affermazione “coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano il furto” ha bisogno di essere supportata da prove, altrimenti si rischia una querela.
    Personalmente critico il provvedimento AGCOM, e critico anche il reato di furto. Scritta così sembra che la SIAE voglia dire che chi non è d’accordo con questo provvedimento è amico dei ladri o è ladro lui stesso. Attenzione.
  2. Impedire la messa in rete di materiale illegalmente acquisito non dovrebbe essere considerato censura, però la questione non è questa, quindi o la SIAE non ha letto il testo del provvedimento, o sta di nuovo provando a camuffare la giusta protesta dei consumatori in qualcosa di diverso. La questione qui è la seguente: se lo strumento per impedire la messa in rete di un contenuto, presunto “illegale”, prevede anche la possibilità di rendere inaccessibile l’intera piattaforma che lo ospita, allora mi preoccupo un po’.

(http://www.danielealessandra.com/2011/07/siae-dieci-domande-imbarazzant/)

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